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7 luglio 2019

Non lo farei mai

"Io non lo farei mai..."

Lui aveva parcheggiato davanti al tabacchino lasciando l'auto accesa per fare andare il climatizzatore. All'uscita dal tabaccaio vide la sua auto andare via. Qualcuno se ne era impossessato.

"È un furto, non si prende l'auto altrui... siamo circondati da ladri..."
Dopo lo sfogo iniziale il discorso prosegui con "l'occasione fa l'uomo ladro... No, il ladro vede l'occasione ovunque... Noi onesti siamo in pochi... Io non lo farei mai!"

20 febbraio 2019

Sono un italiano nero

Che ero diverso l’ho imparato stando in mezzo agli altri. Da solo a volte mi riusciva essere felice, tra le persone invece recitavo. Mi guardavano con la coda dell’occhio le prime volte che sentivano il mio cognome, quando la maestra o il medico faceva fatica a pronunciare tutte quelle consonanti vicine.

Quando leggendo la città in cui ero nato, sorridendomi mi dicevano “Ma allora sei italianissimo”, “Sei più italiano di me”. Come se attribuire  una cittadinanza occidentale fosse un complimento.

Come se dire davanti a tutti con il sorriso stampato in volto che non ero un africano, perchè per loro l’Africa era un paese, mi rendesse più normale e forse anche più giusto ed educato.

Dimenticavano mentre provavano  ad essere simpatici e amichevoli  che l’educazione non me l’aveva insegnata l’Italia, ma i miei genitori e  che non spettava a loro dirmi chi fossi. In me non vedevano un essere umano, ma un nero.

“Come sono i tuoi amici?”, “Che lingua parlate in casa?”, “L’Italia è un paese razzista?” mi chiedevano dietro i loro occhiali spessi.  
Un’idea di me stesso a quell’eta non l’avevo ancora e avrei voluto  trovare la forza di non voler per forza farmi accettare.  
Capire che potevo esistere anche senza il consenso del prossimo.  Avere il coraggio di reggere la solitudine e urlare in faccia a questo paese che anche io non lo volevo che il sentimento era reciproco. Lo spirito fascista italiano quando mio padre si  lamentava della sua condizione  ribadiva che doveva essere contento di quello che aveva che doveva stare al suo posto  senza il  diritto di pretendere. “Sei fortunato” avrebbero voluto urlargli in faccia quando mangiava  nei loro ristoranti e cercava posto sui loro bus.  Evitato ogni sguardo come una difesa spontanea e in quei momenti non sapevo più cosa dirmi e credo che lasciarsi andare così mi abbia portato a scomparire.

Tratto da - Non ho mai avuto la mia età (Antonio Dikele Distefano)

19 novembre 2018

Ubuntu

Un antropologo ha proposto un gioco ai bambini di una tribù africana. Ha messo un cesto pieno di frutta vicino ad un albero e ha detto ai bambini che chiunque arrivasse prima avrebbe vinto tutti i frutti.

Quando ha dato il segnale per correre, tutti i bambini si sono presi le mani e sono scappati insieme, poi si sono seduti insieme a godere del premio.
Quando ha chiesto loro perché avevano corso così, se uno solo poteva vincere tutti i frutti, gli hanno risposto: Ubuntu, come uno di noi potrebbe essere felice se tutti gli altri sono tristi?
Ubuntu, nella cultura xhosa significa: " io sono perché noi siamo."

26 settembre 2018

Arriverà

E poi arriverà quella persona che stavi aspettando…
Sarà un giorno qualunque di un anno qualunque e magari non la riconoscerai immediatamente.


Probabilmente la snobberai e penserai "chi è questo cretino", ma alla fine ti innamorerai. Ti innamorerai perché era quello che stavi aspettando.
Magari nemmeno tu lo sapevi, ma eri pronta. Aspettavi solo il suo arrivo.

12 settembre 2018

La polverosa politica

Per il Carroccio ha scritto il programma che rivoluzionerà la scuola italiana. Ed è per questo che è stato nominato presidente della Commissione Istruzione Pubblica al Senato.



Un incarico prestigioso e pieno di responsabilità. Il posto giusto per chi ha studiato e che ha superato degli ardui esami. Una persona formata in modo eccellente  da comprendere il meccanismo dell'istruzione al punto di poterlo migliorare.

28 luglio 2018

20 euro

Durante una lezione, all’improvviso, un professore mostrò una banconota da venti euro ai suoi meravigliati studenti e domandò: «Chi vuole questa banconota…???».
Tutte le mani si alzarono. Allora il professore cominciò a stropicciare la
banconota e poi chiese di nuovo: «La volete ancora…???».

10 luglio 2018

Amo quelli...

Amo quelli che hanno pianto più di quelli che hanno riso;
Amo chi ti guarda negli occhi e mentre lo fa ti accarezza il viso;
Amo chi sa chiedere perdono e non lo fa per darsi un tono.
Amo quelli che han taciuto per amor di dignità;
Amo chi è caduto vestito di orgoglio e si è rialzato vestito di umiltà;
Amo chi sa fare spazio al cuore per tenere vivo il ricordo di qualcosa che muore.
Io amo…

7 luglio 2018

Questione di cuore

"Oggi, un bimbo mi chiede: "Ma il cuore sta sempre nello stesso posto, oppure, ogni tanto, si sposta? Va a destra e a sinistra?".
Io: "No, il cuore resta sempre nello stesso posto. A sinistra .. "
... Ed intanto penso...
... ..Poi, un giorno, crescerai. Ed allora capirai che il cuore vive in mille posti diversi, senza abitare, davvero, nessun luogo.
Ti sale in gola, quando sei emozionato. O precipita nello stomaco, quando hai paura, o sei ferito.

Ci sono volte in cui accellera i suoi battiti, e sembra volerti uscire dal petto. Altre volte, invece, fa cambio col cervello.

17 ottobre 2017

Tu sei quell'uomo

"Tu sei quell'uomo". La storia che sta dietro a questa affermazione è molto interessante.
Questa frase fu detta al re Davide che si trovò in un triangolo particolare di relazioni.




Era andato a letto con Bat-Sceba, la moglie di un suo soldato. Per Davide, lei era diventata una Vip. E anche Davide era un Very Important Person per lei.


25 giugno 2017

Le cicatrici

Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente».
Gesù era risuscitato. Come poteva avere delle ferite? Lui che aveva guarito qualsiasi malattia, aveva risuscitato dei morti portava ancora le sue ferite. Come può essere possibile?
Quanti si chiedono del perché? Molti si concentrano su Tommaso. 

10 giugno 2017

Contro tutti non significa controcorrente

Ultimamente sembra che ci sia una nuova moda. Quella di sentirsi guerrieri come leoni, quella di volare come aquile, quella di andare controcorrente come dei salmoni. Perché ci si sente grandi. E se il mondo non l'ha capito allora ci si sente offesi, si sguaina la spada e si fa guerra.

6 maggio 2017

Una goccia

Vorrei invitarti a soffermarti un attimo. Osserva attentamente chi ti circonda.
Noterai che tutti portano una divisa, da operaio, da dirigente, da pensionato o da disoccupato. C'è la persona che va di fretta e quella che se la prende con calma. Tutti stanno inseguendo un sogno cercando di realizzarlo. Stanno sfruttando gli strumenti disponibili come il lavoro, l'auto, il gratta e vinci, il bar... la gente.